La scuola rappresenta una tappa fondamentale nel cammino di crescita di
un bambino non vedente o ipovedente: infatti, oltre ad apprendere il suo
bagaglio di conoscenze, che lo accompagneranno per tutta la vita, egli
deve imparare l'uso di strumentazioni e tecniche che gli consentano di
superare il deficit percettivo e di raggiungere risultati paragonabili a
quelli dei suoi coetanei. In questa sezione passeremo in rassegna le
varie tappe del cammino scolastico e daremo indicazioni sul materiale
didattico e sugli ausili informatici che possono agevolare lo studio.
Tutti concordano
sul fatto che è opportuno che i bambini ciechi ed ipovedenti siano inseriti
nella scuola materna. Per quanto riguarda l'asilo nido i pareri degli
"esperti" sono discordanti: se l'asilo si mostra disponibile
può essere un'esperienza interessante, perché porta il bambino disabile
visivo a contatto con altri bambini normodotati che gli si avvicineranno
in maniera naturale, senza dare un peso particolare alla disabilità visiva.
Ricordiamo
che il bambino inserito in una scuola materna ha diritto ad essere assistito
da un operatore specializzato, che deve essere fornito dal Comune di residenza.
Dal 1976
i bambini ciechi ed ipovedenti possono essere inseriti nelle scuole comuni.
In precedenza, invece, dovevano frequentare un istituto speciale. Essi hanno diritto ad un insegnante di sostegno, che deve essere presente
in classe per aiutare l'alunno nello svolgimento delle normali attività
didattiche e svolgere le ulteriori attività richieste dalla specifica
minorazione. Tale insegnante deve essere fornito dalla scuola stessa.
Pertanto è opportuno che l'ingresso del bambino con problemi di vista
sia segnalato alla scuola elementare con un certo anticipo.
La legge
n. 104 del 1992 prevede due strumenti che agevolano l'integrazione scolastica:
E' importante
che all'interno del PEI si preveda l'insegnamento del Braille per i ciechi
e gli ipovedenti che non possono sfruttare utilmente il loro residuo visivo
per leggere e scrivere, e l'uso del videoingranditore e di occhiali speciali
per gli altri ipovedenti.
Nel passaggio
dalle scuole elementari alle medie è opportuno organizzare degli incontri
tra i genitori del bambino e gli insegnanti delle elementari e delle medie,
in modo da aggiornare il piano educativo individualizzato e preparare
favorevolmente il nuovo ambiente nel quale il bambino andrà a studiare.
Durante le
medie è opportuno diminuire progressivamente il sostegno in classe per
favorire le attività pomeridiane ed aumentare l'autonomia del ragazzo
durante le lezioni.
In presenza
di un ragazzo non vedente o ipovedente le attività pratiche di disegno
artistico e tecnico possono essere sostituite con attività di disegno
a rilievo e con lo studio della storia dell'arte e della tecnica.
Per la geometria si potrà ricorrere a strumenti che consentono di disegnare
in rilievo o a fotocopie ingrandite.
Per quanto riguarda lo studio delle scienze esistono delle tavole in rilievo
reperibili presso la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi
e l'Unione Italiana Ciechi.
Per gli ipovedenti si potrà sempre ricorrere alle fotocopie ingrandite
prodotte dalla scuola o dalla Provincia nell'ambito delle attività di
sostegno all'integrazione scolastica. Spesso le Province si appoggiano
per tale attività alle associazioni dei ciechi.
Se il ragazzo
non vedente o ipovedente non presenta particolari difficoltà di apprendimento
è opportuno frequentare una scuola superiore, sia essa un liceo o un istituto
tecnico. Nella scelta si dovranno tenere in debito conto le aspirazioni
del ragazzo e le effettive possibilità di inserimento lavorativo una volta
terminata la scuola.
L'assistenza
scolastica degli alunni minorati della vista inseriti nelle scuole superiori
e nell'università è affidata alle Province (in alcune regioni ai Comuni).
E' opportuno sostituire l'assistenza in classe con un intervento pomeridiano
per facilitare lo svolgimento dei compiti a casa, riservando la presenza
dell'educatore/ripetitore in classe al solo svolgimento delle prove
scritte (temi di italiano, versioni di latino, esercitazioni di matematica,
ecc.).
Conclusa
la scuola superiore, è possibile accedere ad uno dei corsi professionali
specifici per non vedenti oppure mettersi in cerca del lavoro, o ancora
iscriversi all'università. L'esperienza insegna che le università umanistiche
e giuridiche sono più facilmente frequentabili da parte dei disabili visivi,
ma non mancano casi di studenti che hanno frequentato con profitto le
facoltà di ingegneria informatica o scenze delle telecomunicazioni.
La legge
104 del 1992 obbliga le università ad istituire dei servizi di assistenza
che vanno dall'accompagnamento degli studenti disabili all'assistenza
durante le prove d'esame. Spesso sono previste anche riduzioni delle tasse
di iscrizione.
Gli enti
di supporto agli studenti universitari creati dalle Regioni possono facilitare
il reperimento di alloggi.
Non è da
scartare a priori la possibilità di svolgere un periodo di studio all'estero
tramite il progetto Erasmus, verificando preventivamente la disponibilità
dell'università straniera ad accogliere un non vedente.
Per uno sviluppo armonico del bambino cieco o ipovedente si rende
necessario affiancare alle attività di studio momenti ludici e sportivi:
nuoto, danza, equitazione, judo si sono dimostrati alla portata dei
disabili visivi, per non parlare dell'educazione musicale, sia
attraverso il canto sia imparando a suonare uno strumento musicale.
Per quanto riguarda lo svolgimento di attività sportive, ci si può
rivolgere ai gruppi sportivi istituiti dalle associazioni di categoria,
oppure direttamente alle palestre, alle piscine, ai maneggi, ecc.
Naturalmente l'istruttore dovrà farsi carico di spiegare personalmente
al non vedente i movimenti da compiere. Per magiori informazioni sulle
attività sportive praticabili dai ciechi vedere la sezione
Sport e tempo libero.
L'apprendimento di uno strumento musicale o di un canto può essere
effettuato memorizzando la melodia. Tuttavia esiste un alfabeto braille
musicale per i ciechi, mentre gli ipovedenti possono ricorrere a
fotocopie ingrandite degli spartiti musicali. Ancora una volta vi
invitiamo a rivolgervi alle associazioni di categoria, che potranno
fornirvi cataloghi di spartiti musicali, corsi su audiocassetta e
software che consentono di leggere e scrivere i pentagrammi.
Anche la partecipazione a gruppi parrocchiali, scout e altri gruppi
giovanili, nonché l'inserimento in un gruppo di amici favoriscono la
piena maturazione della personalità. Purtroppo, specie nella fase
adolescenziale, è difficile far accettare in un gruppo spontaneo la
presenza di un disabile. In questi casi l'appartenenza anche a gruppi
formali (scuola, parrocchia, società sportiva) potrà favorire
l'inserimento anche nei cd. gruppi informali.
Fino al 1976
i ciechi e gli ipovedenti dovevano frequentare le scuole elementari e
talvolta anche le medie all'interno di istituti speciali. Questi
istituti fornivano personale specializzato, sussidi didattici adeguati
e la possibilità di confrontarsi continuamente con altri ragazzi affetti
dalla stessa minorazione, ma comportavano lo sradicamento del bambino
cieco o ipovedente dall'ambiente familiare e sociale in cui era nato e
la pressoché totale assenza di confronto con i coetanei vedenti, se si
eccettua il fatto che gli studenti più meritevoli erano ammessi a frequentare
gli istituti superiori presenti nella città sede dell'istituto speciale.
Per questi
motivi negli anni Settanta si iniziò a sperimentare l'inserimento dei
bambini ciechi nelle scuole comuni ed oggi è normale che i bambini ciechi
frequentino le scuole nel comune di residenza assieme ai coetanei vedenti.
Sono state tentate anche esperienze inverse, inserendo alcuni bambini
vedenti nelle scuole presenti all'interno degli istituti speciali, ma
senza ottenere risultati soddisfacenti.
Attualmente
in Italia le uniche scuole speciali annesse ad istituti sono quella di
Palermo e quella di Assisi, specializzata nell'educazione dei mabini ciechi
con minorazioni aggiuntive. Gli altri istituti per ciechi si sono
specializzati nell'organizzazione di corsi professionali, quali quello
per centralinisti telefonici e per massofisioterapisti, nonché nello
svolgimento di attività di supporto all'integrazione scolastica.
È importante
che i genitori e gli insegnanti favoriscano la piena integrazione del
bambino, lasciando che partecipi ai giochi con gli altri bambini ma anche
aiutando i vedenti a cogliere la differenza di cui è portatore il non
vedente, i suoi limiti e le sue potenzialità.
Per evitare
che il bambino cieco abbia come unico modello di riferimento i coetanei
vedenti è opportuno che vengano favorite delle occasioni di incontro con
altri ragazzi non vedenti. Ciò può avvenire tramite il CSA, l'Amministrazione Provinciale e le associazioni dei ciechi.
Inizio
La tecnologia
mette a disposizione degli studenti molti strumenti che possono facilitare
notevolmente le attività didattiche, dai tradizionali registratori a cassette
ai computer.
Per la scrittura
in Braille, oltre alle tradizionali tavolette, utili soprattutto nella
prima fase di apprendimento di questa scrittura, che si basa su una serie
di combinazioni di puntini incisi sulla carta, è bene introdurre fin dall'inizio l'uso della macchina dattilobraille.
Per gli ipovedenti
è indispensabile anzitutto individuare all'interno della classe una posizione
che faciliti la lettura della lavagna e che fornisca al banco la luce
sufficiente per poter leggere e scrivere. Poiché l'ipovedente è costretto
a tenere la testa molto vicina al foglio che sta leggendo, è opportuno
prevedere l'uso di sedie e banchi ergonomici. Per facilitare la lettura
della lavagna da lontano si potrà installare una telecamera con un monitor
sul banco dell'alunno.
Un altro strumento utile è la lavagna a tracciamento luminoso, ad es. la
Grafilux.
Il computer
rappresenta uno strumento utilissimo sia per i ciechi assoluti che per
gli ipovedenti, in quanto consente di organizzare in maniera logica ed
ergonomica sia i compiti svolti dall'alunno che i libri di testo.
Per una descrizione dei dispositivi che consentono ai non vedenti di gestire
il computer e di altre periferiche che aumentano le possibilità di utilizzo
del computer non solo come strumento didattico, ma anche come mezzo per
accedere alle informazioni, consultare la sezione Un
computer per leggere, scrivere, informarsi.
Tra gli ausili
che possono agevolare l'attività degli studenti ve ne sono alcuni di piccole
dimensioni, che possono essere acquistati dalla famiglia e trasportati
di volta in volta in classe o a casa a seconda delle necessità. Altri
invece sono pesanti ed ingombranti: per questi sarà opportuno prevedere
l'acquisto di un esemplare da parte della scuola e di uno da parte della
famiglia.
La legge
104/1992 stanzia appositi fondi per consentire alle scuole di dotarsi degli
strumenti atti a favorire l'integrazione degli alunni disabili. Gli strumenti
così acquistati rimangono di proprietà della scuola.
Per quanto
riguarda gli strumenti acquistati dalla famiglia, è da ricordare che essi
sono soggetti alla detrazione IRPEF del 19% del loro prezzo e all'IVA
agevolata del 4%. Per ulteriori informazioni consultare la sezione
Pensioni, agevolazioni fiscali ed altri diritti.
Inizio
Quando il
bambino frequenta la scuola elementare è importante che egli abbia a disposizione
tutti i libri di testo. E' fondamentale che i libri che vengono utilizzati
per apprendere la lettura siano disponibili in braille o con caratteri
ingranditi a seconda della modalità di lettura prescielta. Per le trascrizioni
ci si può rivolgere alle associazioni dei ciechi o ad altre associazioni
che forniscono questo servizio. La più importante è sicuramente la Biblioteca
Italiana per Ciechi Regina Margherita di Monza, che ha creato un
consorzio di stamperie braille in tutta Italia.
È bene iniziare
fin dalla terza elementare l'addestramento all'uso del registratore, poiché
è impensabile che tutti i libri possano essere trascritti in braille o
riprodotti a caratteri ingranditi. I libri possono essere registrati
dall'insegnante di sostegno, oppure ci si può appoggiare ad una nastroteca.
Segnaliamo il Centro Nazionale del
Libro Parlato dell'Unione Italiana Ciechi, il Centro Internazionale del Libro Parlato di
Feltre e i centri promossi dai Lions Club, tra i quali il più
importante è il
Centro
del Libro Parlato Robert Holman del Lions Club Verbania.
Per conoscere
gli indirizzi dei centri di trascrizione e di registrazione, consultare
la sezione Sport e tempo libero.
Inizio
Per agevolare
l'uso del computer da parte degli alunni ciechi ed ipovedenti sono stati
elaborati alcuni softwares specifici. In questo campo si distingue il
Centro
Territoriale per l'Integrazione scolastica del CSA di Vicenza, che propone
alcuni software liberamente scaricabili o richiedibili su cd-rom.
Segnaliamo in particolare Erica, un programma per il sistema operativo
MS-DOS pensato
specificamente per i ciechi, e Omnibook, un'applicazione Windows che tiene
maggiormente conto delle esigenze degli ipovedenti. Si tratta di veri
e propri ambienti di lavoro, che integrano i quaderni, i libri, il diario
e un sistema avanzato per svolgere gli esercizi di aritmetica.
è anche
possibile scaricare un programma per l'apprendimento della tastiera e
puntatori del mouse ingranditi per gli ipovedenti.
Il CSA di Vicenza partecipa anche al
progetto LAMBDA, un progetto europeo che si prefigge lo sviluppo di
un software Windows per fare matematica, fornendo strumenti che
semplificano la manipolazione delle espressioni e la loro stampa in
braille e a caratteri normali.
Anche l'Istituto Cavazza di Bologna ha realizzato un software per la
gestione della matematica ed una tastiera Braille da collegare al
computer, per semplificare il passaggio dal Braille su carta a quello
informatico.
Non
esistono dizionari o enciclopedie pensate specificamente per i disabili
visivi ed i prodotti reperibili in commercio spesso si rivelano
inutilizzabili, a causa dell'uso spinto della grafica. Il
Centro Informatico per la
Sperimentazione degli Ausili Didattici dell'Istituto Cavazza di
Bologna offre un servizio di monitoraggio delle principali opere
multimediali presenti sul mercato italiano, indicandone il livello di
accessibilità ed eventuali trucchi per superare le difficoltà poste
dall'interfaccia grafica.
Il CISAD ha anche sviluppato alcuni software didattici per l'apprendimento
del braille e della matematica.
Inizio