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Ciechi o non vedenti?

Una persona che non ci vede si chiama cieco o non vedente?

Gli italiani sono dei giocolieri della parola, usano spesso perifrasi pensando di poter modificare la realtà rendendola meno pesante. I ciechi non si sottraggono a questo vezzo: c'è perfino chi li definisce visulesi per assonanza con gli audiolesi.

In realtà le parole non possono modificare la sostanza delle cose: ciechi e non vedenti sono sinonimi e potete usarli indifferentemente. Quello che conta non è l'espressione usata, ma il tono con cui la si dice. Da esso traspare inequivocabilmente l'atteggiamento di chi parla verso il cieco e sicuramente il cieco se ne accorgerà.

Quando incontrate un non vedente per strada, pensate per prima cosa che si tratta di una persona come tutte le altre, con qualche difficoltà in più dovuta al fatto che non può esplorare la realtà circostante con la stessa facilità di un vedente. Se sentite di doverlo aiutare, avvicinatevi con garbo, sapendo che un non vedente che si trovi in difficoltà non rifiuteràil vostro aiuto, ma consapevoli anche del fatto che, se quel cieco è riuscito ad arrivare fino a lì, significa che come minimo sa muoversi da solo per la strada e probabilmente sta facendo un percorso abituale che conosce a menadito. Perciò, se il vostro aiuto viene rifiutato, non abbiatevene a male: tra i ciechi, come tra tutte le persone del mondo, ci sono quelli più socevoli e quelli più solitari.

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