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Autonomia personale e mobilitàCosa può fare veramente un cieco da solo? Si potrebbe rispondere che può fare di tutto, a parte guidare l'automobile (ma tutti ricordano una pubblicità con protagonista Ray Charles alla guida di una automobile nel deserto). Naturalmente il disabile visivo deve apprendere le tecniche e possedere gli strumenti che gli consentiranno di essere veramente autonomo. In questa sezione parleremo di come un cieco può camminare da solo, gestire una casa, leggere il giornale...
Autonomia in casa e fuoriL'autonomia non è solo una necessità (prima o poi le persone che ci stanno accanto sono destinate a morire), ma anche una scelta che consente di avere maggiore fiducia in se stessi. Purtroppo i genitori e gli amici vedenti spesso ostacolano questa ricerca di autonomia, in quanto sono portati a pensare che il cieco non sia in grado di fare da solo molte cose e non possa in ogni caso acquisire le conoscenze che gli permetterebbero di farle da solo. Si tratta di un atteggiamento pienamente comprensibile, che deriva dalla naturale paura del buio che tutti noi abbiamo. Tuttavia è indispensabile superare questo atteggiamento e porsi di fronte al problema dell'autonomia del cieco in maniera costruttiva. Il cieco può svolgere autonomamente molte mansioni, purché apprenda le tecniche che gli consentono di svolgere i propri compiti senza l'uso della vista. Difficilmente le persone vedenti conoscono tali tecniche perché sono state abituate fin da piccole ad utilizzare la vista per compiere le varie azioni quotidiane. Per questo motivo è importante rivolgersi a persone non vedenti o a vedenti che abbiano acquisito tali tecniche. In Italia esistono molte persone che hanno frequentato corsi di formazione professionale al fine di conseguire le competenze che consentono di insegnare ad un cieco ad arrangiarsi nelle varie situazioni, sia dentro che fuori casa. Molti di loro sono riuniti nell'Associazione Nazionale Istruttori di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale. E' compito delle ASL organizzare corsi di mobilità tenuti da tali istruttori, in quanto si tratta di attività riabilitative. Peraltro si può cercare di ottenere l'organizzazione di tali corsi, sia individualizzati che collettivi, da parte delle Province, dei Comuni o di altri Enti locali. In ogni caso si può anche provvedere in proprio all'organizzazione di detti corsi, pagando l'istruttore come un qualsiasi altro professionista (le spese sostenute sono assimilabili a spese mediche riabilitative ai fini dell'IRPEF e dell'IVA). In detti corsi l'istruttore insegnerà al non vedente o all'ipovedente anzitutto a muoversi all'interno della propria casa e di altri ambienti chiusi, e a compiere tutte quelle attività quotidiane quali lavarsi, vestirsi, allacciarsi le scarpe, sempreché l'allievo non le sappia già fare. Si potranno anche insegnare attività più complesse, come cucinare, lavare, stirare, compiere piccole riparazioni. L'istruttore potrà mostrare alcuni utensili sia di comune reperibilità che costruiti appositamente, che renderanno le cose molto più semplici. Si passerà poi all'ambiente esterno, insegnando l'uso del bastone bianco se l'allievo non è in grado di percepire gli ostacoli. Si inizierà dapprima a compiere il giro di un isolato, poi si passerà agli attraversamenti con e senza semaforo, per arrivare a prendere l'autobus, il treno e -perché no- la metropolitana da soli. Bastone bianco o cane guida?Il bastone bianco è il primo strumento che consente ai ciechi ed agli ipovedenti gravi di muoversi all'aperto. Il bastone bianco è riconosciuto in tutto il mondo. Il codice della strada prevede che gli automobilisti debbano sempre fermarsi in presenza di un cieco che attraversi la strada muniti di bastone bianco,anche qualora non si trovi sulle strisce pedonali. Esistono diversi modelli di bastone bianco: rigidi, telescopici e pieghevoli. La lunghezza del bastone deve essere proporzionata alla statura ed al passo del non vedente. Il bastone bianco può essere acquistato presso l'ANIOM&AP, le associazioni dei ciechi italiane o estere ed alcuni rivenditori specializzati. La fornitura è a totale carico della ASL e può essere inclusa all'interno del corso di orientamento ed autonomia finanziato dalla ASL stessa. Peraltro il costo di un bastone bianco non è proibitivo (dai 10 agli 80 euro) , sicché molti utenti preferiscono acquistarlo piuttosto che attendere che la ASL fornisca il meno costoso, che spesso è anche il meno affidabile. Esiste anche un bastone per cieco-sordi, che deve essere a strisce bianche e rosse. Non esiste, invece, uno standard internazionale per gli ipovedenti. Alcuni hanno proposto un bastone giallo o a strisce gialle e rosse. Tuttavia difficilmente le persone ipovedenti accettano di muoversi con un simile strumento in mano, poiché tendono a mimetizzarsi con i vedenti. Per muoversi da soli i ciechi possono utilizzare un cane appositamente addestrato. In Italia esistono cinque scuole di addestramento per cani guida:
La presenza di ben cinque scuole cani guida pone l'Italia all'avanguardia nel mondo e in prospettiva dovrebbe ridurre drasticamente, se non risolvere, il problema fondamentale legato all'utilizzo di un cane guida. La domanda di cani supera di gran lunga l'offerta, tant'è vero che i tempi di attesa vanno da uno a due anni. Il costo del cane è a carico della ASL, in quanto si tratta di un intervento riabilitativo. E' anche possibile far addestrare un cucciolo acquistato autonomamente dal cieco: in questo caso si pagheranno soltanto le spese per l'addestramento. Le scuole accettano volentieri anche donazioni e adozioni di cani destinati a svolgere il servizio di accompagnamento. Normalmente solo i pastori tedeschi, i
labrador e i golden retriever si prestano a questo tipo di addestramento. La legge n. 37 del 14 febbraio 1974, integrata dalla legge n. 376 del 25 agosto 1988, prevede la gratuità del trasporto dei cani guida sui mezzi pubblici e il diritto di accesso degli stessi in tutti gli esercizi pubblici. La L. n. 60 dell'8 febbraio 2006 ha introdotto una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, colmando la precedente lacuna. Nel 2004 è nato il Comitato nazionale permanente cani guida per ciechi, che si prefigge di coordinare le attività delle diverse associazioni di categoria in questo settore e di far conoscere l'importanza di questo animale per la vita autonoma dei ciechi. In effetti il cane guida rappresenta non solo un "accompagnatore", ma un compagno di vita, soprattutto per le persone sole. Tuttavia non bisogna dimenticare che si tratta di un animale e non di un oggetto, che richiede cure e attenzioni. Per questo motivo non tutti i ciechi sono adatti per l'utilizzo di un cane guida. È possibile detrarre dall'IRPEF le spese sostenute per il mantenimento del cane guida (vedere la sezione Pensioni, agevolazioni fiscali e altri diritti). Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi sistemi tecnologici che hanno la pretesa di sostituire il bastone bianco e il cane guida. Si tratta di rivelatori di ostacoli basati su raggi infrarossi o ultrasuoni. Purtroppo, però questi sistemi alla prova dei fatti si sono dimostrati inaffidabili e forvianti. Alcuni di essi, inoltre, richiederebbero l'uso di auricolari o caschetti, che intralciano la normale percezione dei rumori ambientali, che sono fondamentali per l'orientamento. Pertanto ci sentiamo di dire che attualmente bastone bianco e cane guida sono gli unici strumenti veramente affidabili e funzionali per a mobilità autonoma. Esistono alcuni ausili tecnologici che sfruttano il sistema GPS (global positioning system). È importante sottolineare cheattualmente questo sistema ha un livello di precisione di circa 20 metri. Pertanto può consentire l'individuazione di una via o della sede di un ente pubblico, ma non di un ostacolo fisso o mobile. Perciò possiamo concludere che il GPS può costituire un valido aiuto alla deambulazione autonoma, ma non potrà mai sostituire i sistemi tradizionali che consentono ai ciechi di percepire ed evitare gli ostacoli. Strumenti utili in casaSe un cieco deve poter gestire da solo la propria casa, è importante adottare alcuni accorgimenti fin dalla realizzazione della casa stessa o quanto meno del suo arredamento. Per gli ipovedenti sarà fondamentale studiare la posizione delle luci per evitare la proiezione di ombre sui piani di lavoro. Per i ciechi si baderà soprattutto alla possibilità di avere tutti gli strumenti a portata di mano, evitando se possibile la presenza di spigoli, l'eccessiva distanza tra piano cottura e lavello, ecc. La tecnologia mette a disposizione fornelli a gas o elettrici: un cieco può gestire autonomamente entrambi, sebbene il fornello a gas sia preferibile in quanto è più facile percepire a distanza se è acceso o spento. Per pesare gli alimenti si possono usare diverse tecniche, come quella di versare la pasta su un piatto prima di buttarla nella pentola. Ci sono anche bilance parlanti o con numeri ingranditi e strumenti per tagliare ed affettare che semplificano molto tali operazioni. Si tratta di solito di strumenti di comune reperibilità. La Candy e la Sangiorgio producono lavatrici e lavastoviglie con scritte in braille e segnali acustici che indicano l'andamento delle varie operazioni. La Wirpool e la LG Electronics producono un forno a microonde con indicazioni tattili e sonore. Infine esistono aziende specializzate che forniscono strumenti utili. Segnaliamo:
Lettura di libri e giornaliLa lettura di libri e giornali può avvenire autonomamente o con l'aiuto di una persona che li legge ad alta voce. In Italia esistono vari centri che trascrivono libri in braille o li registrano su cassette. Si possono trovare molti testi classici della letteratura italiana e di altre letterature, molti manuali, romanzi, saggi, ecc. Alcuni centri effettuano anche la stampa o la registrazione di libri particolari su richiesta degli utenti. Per le opere in braille rivolgersi a:
Per i libri registrati su musicassette contattare:
Questi ultimi centri provvedono anche alla registrazione di alcuni periodici. Le associazioni di categoria dei ciechi provvedono alla stampa di periodici in vari formati: si tratta di periodici contenenti informazioni attinenti alle associazioni stesse, alla legislazione in materia di assistenza, alle scoperte scientifiche per la cura delle malattie degli occhi, ecc. Ci sono anche riviste che contengono articoli tratti dai comuni giornali e riviste pensate per categoria particolari di chiechi (gli anziani, le donne, i giovani). Per avere ulteriori informazioni rivolgetevi alle associazioni di categoria. Con un collegamento a Internet è possibile
accedere ad alcune banche dati contenenti libri in formato digitale, nonché
ai siti di molti quotidiani e periodici italiani e stranieri. Infine con uno scanner ed un programma di riconoscimento caratteri è possibile acquisire direttamente qualsiasi libro stampato. Gestire i soldiÈ importante che il cieco e l'ipovedente sappiano riconoscere il denaro. Con l'avvento dell'Euro la gestione dei contanti è divenuta più semplice rispetto alle vecchie lire italiane. Le monete e le banconote in Euro sono state studiate appositamente per essere facilmente riconoscibili sia al tatto sia alla vista. Con un po' di pratica è possibile riconoscere tutte le monete sulla base del peso, delle dimensioni e soprattutto del bordo esterno delle monete. Le banconote risultano tutte di dimensioni diverse, tranne quelle da 200 e da 500 euro, che peraltro si usano molto raramente e presentano altre caratteristiche distintive, rappresentate da particolari segni in rilievo. Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alle associazioni di categoria. Presso le associazioni dei ciechi ed i rivenditori specializzati è
possibile reperire uno strumento chiamato Eurocashtest. Si tratta di un
rettangolo di plastica con delle tacchette per il riconoscimento di
monete e banconote sulla base delle loro dimensioni. Esistono anche dei
portamonete con otto ferritoie, ciascuna delle quali può contenere solo
un certo tipo di monete. Questi portamonete di plastica hanno delle
indicazioni in rilievo che facilitano ulteriormente la gestione delle
monete. Uso dei farmaciRiconoscere e gestire i farmaci non è facile per un non vedente o ipovedente. Fortunatamente sempre più spesso capita di imbattersi in medicinali che riportano il nome in caratteri Braille. La L. 662 del 1996 ha obbligato i produttori dei
farmaci inseriti nella fascia A (quelli a totale carico dello Stato) di
indicare sulle confezioni il nome del farmaco in caratteri Braille. In attesa che vengano apposte indicazioni tattili su tutti i farmaci
e che vengano adottate soluzioni idonee anche per chi non conosce la
scrittura Braille, l'uso dello scanner o di altri sistemi ottici di lettura consente di leggere tutte le scritte riportate sulla confezione, nonché il foglietto illustrativo
presente al suo interno. Per quanto riguarda il dosaggio, se è previsto che il farmaco debba essere assunto in gocce, si possono acquistare presso i rivenditori specializzati contagocce elettronici che emettono un beep al passaggio di ogni goccia. Un contenitore portapillole può essere utile alle persone anziane o a chi deve prendere determinate pillole in un certo ordine. Viaggiare in autoPer conoscere le agevolazioni in tema di acquisto e possesso di una automobile adibita al trasporto di un non vedente si veda la sezione Pensioni, agevolazioni fiscali ed altri diritti. Il D.P.R. 495/92 prevede la possibilità
di ottenere un contrassegno che consente al disabile con capacità di deambulazione
sensibilmente ridotta, quindi anche ad un cieco e -come precisato dal
Ministero dei Trasporti con nota 29 settembre 2003, prot. n. 3324- anche
agli ipovedenti gravi, di viaggiare su qualsiasi vettura, percorrendo
le corsie riservate ai mezzi pubblici e le strade ad accesso limitato.
Il contrassegno consente anche di parcheggiare la macchina negli appositi
parcheggi gialli riservati agli invalidi, di sostare senza limiti di
tempo nei parcheggi con disco orario e, qualora i parcheggi riservati
siano già occupati, di sostare gratuitamente nei parcheggi a pagamento. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, recentemente la Cassazione ha dato ragione ad un comune, sostenendo che, se l'autovettura viene parcheggiata in uno stallo a pagamento, il disabile è tenuto al pagamento dello stesso (Cass. Sez. II, sent. n. 21271 del 05/10/2009). In alcune grandi città sono stati installati dei varchi elettronici che consentono l'accesso al centro storico solo dietro pagamento di un apposito tiket o non lo consentono affatto. Per garantire la libera circolazione dei disabili all'interno di tali aree sono previste particolari procedure che variano da comune a comune. A titolo di esempio, coloro che non risiedono nel Comune di Roma devono comunicare prima dell'arrivo il numero di targa della vettura in uso e gli estremi del contrassegno al numero 06/57.11.83.33. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero verde 800/15.44.51. Viaggiare in trenoPer chi viaggia in treno sono previste agevolazioni sul prezzo dei biglietti ed un servizio di accompagnamento all'interno delle stazioni ferroviarie. Per ottenere tali agevolazioni è necessario recarsi ad una stazione ferroviaria con la documentazione attestante l'invalidità. Verrà rilasciata una tessera valida per cinque anni. La suddetta tessera, valida anche per gli stranieri residenti in Italia, può essere richiesta anche recandosi presso qualsiasi sezione provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti o dell'Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti. Il non vedente che viaggia da solo ha diritto
al 20% di sconto sui biglietti. Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare
la tessera all'atto dell'acquisto del biglietto. Se, invece, il disabile
è accompagnato, è previsto un biglietto unico (in pratica entrambi hanno
uno sconto del 50%). Nel momento in cui si fa il biglietto bisogna indicare
che si viaggia accompagnati, comunicando il nome dell'accompagnatore.
Tale nome viene scritto sul biglietto. Per i ciechi di guerra e gli invalidi civili sono previste agevolazioni differenti. Queste agevolazioni valgono sulla rete ferroviaria nazionale. Se si viaggia all'estero, è opportuno informarsi sull'esistenza di agevolazioni nei Paesi nei quali si transita. Dal 1 ottobre 2004 Trenitalia ha modificato le norme relative all'acquisto dei biglietti a bordo dei treni. Tale acquisto non è più consentito. Tuttavia i non vedenti possono acquistare il biglietto a bordo dei treni regionali, diretti e interregionali senza pagare alcuna soprattassa, in considerazione del fatto che un numero sempre maggiore di stazioni viene dotato di macchine emettitrici di biglietti in sostituzione della biglietteria tradizionale. Tali macchine, purtroppo, non sono utilizzabili dai ciechi in quanto sprovviste di sintesi vocale. Il servizio di accompagnamento consiste
nella possibilità di essere accompagnati sul treno, accolti alla stazione
di arrivo ed eventualmente accompagnati al treno successivo oppure all'uscita
della stazione e in tutti gli ambienti che si trovano all'interno della
stessa. Per ottenere questo servizio occorre farne richiesta alla stazione
responsabile del servizio (sono 14 in tutta Italia) almeno 12 ore prima della partenza,
ridotte a un'nora se si viaggia tra grandi stazioni. E' possibile chiedere
contemporaneamente l'accompagnamento per l'andata e il ritorno. E' stato
istituito un numero unico nazionale, che può essere chiamato solo dai
telefoni fissi: 199/30.30.60. In alternativa è
possibile telefonare direttamente alla stazione competente per
territorio: trovate tutti i numeri nel
sito di Trenitalia. Viaggiare in aereo e in naveIn questi settori ogni compagnia di navigazione è libera di applicare le tariffe che preferisce, dunque è opportuno informarsi bene anche al fine di scegliere la compagnia più conveniente. Alitalia e Meridiana applicano uno sconto del 30% sia al cieco che all'accompagnatore. Va poi segnalato il servizio di preimbarco, che consiste nell'accompagnamento durante la fase di check-in, di carico dei bagagli e di raggiungimento del posto a sedere. L'aeroporto di arrivo viene informato in modo da organizzare il servizio corrispondente (recupero dei bagagli e accompagnamento all'uscita dell'aeroporto). Altri mezzi pubblici di trasportoNon potendo guidare l'automobile, i ciechi e gli ipovedenti fanno grande uso di autobus e taxi. Nel primo caso gli aspetti critici sono l'individuazione del numero
e della destinazione dell'autobus in arrivo e l'individuazione della fermata desiderata. Il primo problema si può risolvere fermando tutti gli autobus e chiedendo al conducente. Anche per scendere alla fermata giusta si può chiedere al conducente, che però non è tenuto a rispondere. In questo caso si potrà ricorrere agli altri passeggeri. Per quanto riguarda eventuali agevolazioni, non è possibile fornire informazioni generali, dato che il trasporto pubblico locale è gestito dalle singole Regioni. Occorre dunque informarsi presso la società che gestisce le singole linee di trasporto. Quando si chiama un taxi, è opportuno segnalare la presenza della minorazione e quella di un eventuale cane guida, in modo da evitare qualsiasi incomprensione nel momento in cui sopraggiunge il taxi. Abbattimento delle barriere architettonicheSe è vero che ciechi ed ipovedenti devono acquisire la maggiore autonomia possibile dentro e fuori casa, è anche vero che la società dovrebbe favorire tale processo rimuovendo tutti gli ostacoli fisici e culturali che rendono di fatto difficile l'emancipazione dei disabili visivi. Ci riferiamo ai veicoli parcheggiati sui marciapiedi, agli escrementi di cane che i padroni incivili non raccolgono e finiscono inevitabilmente sotto le scarpe dei ciechi, ecc. Ci sono anche barriere poste dalla Pubblica
Amministrazione. A tale proposito è da ricordare il D.P.R. 503 del 1996,
che ha sancito il diritto dei disabili visivi alla rimozione delle cosiddette
"barriere sensoriali". La prima applicazione pratica di tale
legge è l'obbligo per i Comuni di installare un segnalatore acustico su
ogni semaforo di nuova installazione. Per evitare che il cicalino del
semaforo rechi disturbo ai residenti, il semaforo deve rispettare la
norma 214.7 emanata dal C.E.I. (Comitato Elettrotecnico Italiano), che
prevede l'installazione sulla palina semaforica di un apposito pulsante
per l'attivazione del segnale acustico, e di un dispositivo che consenta
la regolazione automatica del volume del cicalino in base al rumore
ambientale. Chi intende rendere accessibile ad un cieco
un luogo chiuso, come ad es. un ufficio o una toilette, dovrebbe dotarlo
di un percorso tattile a terra almeno nei punti in cui è indispensabile
indicare diverse possibilità di direzione, accompagnandolo con una o più
mappe tattili. Le indicazioni che normalmente sono scritte accanto o all'interno
delle porte dovrebbero essere riportate in codice Braille secondo la specifica
UNI ed in caratteri tradizionali ingranditi e ben contrastati. Esempi di
questo tipo di soluzioni iniziano ad apparire nelle stazioni ferroviarie
e negli uffici postali, ma non sempre le soluzioni adottate si rivelano
utili.
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